Il processo di Globalizzazione in Cina

Super Brand Mall Cinesespresso
Super Brand Mall – Un prodotto della globalizzazione e della crescita economica in Cina – Urban shopping center di proprietà della Shanghai Kinghill Limited, la sussidiaria del gruppo immobiliare Thailandese “The Charoen Pokphand Group (CP Group)”  –  su cinesespresso.com

Tutti i paesi di nuova crescita hanno legato le loro economie ai mercati globali tramite investimenti stranieri ed usufruendo del progresso tecnologico.

Se fosse rimasta fuori dalla globalizzazione, la Cina non avrebbe certo registrato negli ultimi due decenni del Novecento una riduzione così marcata della povertà: dal 28 al 9%.

La Cina ha registrato nel decennio 1991-2001 una crescita economica straordinaria, con un incremento del PIL del 9,9% annuo, il che, sommato con la percentuale di crescita del decennio precedente (del 9,7% all’anno) ha permesso alla Cina di raggiungere il 3° posto nel mondo per livello di produzione, dietro a Giappone e Stati Uniti (e, dal 2010 la Cina ha scavalcato il Giappone attestandosi al 2° posto in ogni classifica mondiale). Tuttavia, questa evoluzione incredibile non è stata seguita da riforme sociali e politiche: ne è un esempio il rigore da sempre mantenuto dal partito comunista cinese, che ancora esclude ogni tipo di dissenso, vietando, a partire dal periodo maoista, la libertà di parola, di espressione e di pensiero.

Inoltre, se per un certo verso lo sviluppo ha mitigato alcuni fattori strutturali di disuguaglianza, dall’altro ha privato milioni di persone delle loro tradizioni e stili di vita ed ha incrementato diversi squilibri tanto da delineare un paese nel quale il benessere è diffuso a “macchia di leopardo”. Sussistono, obiettivamente, diversi problemi urgenti lasciati insoluti che ora la Cina deve affrontare, prevalentemente legati a: difficoltà ambientali, notevole livello delle disuguaglianze dei redditi, nuove forme di degrado ambientale, scarsità d’acqua, problemi di salute, i dilemmi di governance, nuovi problemi per il mercato bancario, settori industriali e agricoli.

Se la globalizzazione ha avuto un merito, comunque, esso è consistito proprio nel riuscire a stimolare lo sfruttamento delle potenzialità dei sistemi locali che, grazie alle strutture politiche e socio-culturali, hanno consentito un’intensificazione produttiva ottimale.

Il paese ora sta sfruttando appieno l’economia di mercato, che si regge (almeno teoricamente) sull’aumento illimitato dei consumi sia globali che individuali; per questo motivo la Cina sta invadendo con una gamma sempre più ampia di prodotti, inclusi quelli ad alto contenuto tecnologico i mercati Occidentali; inoltre, cosa senza precedenti nella storia, acquista imprese industriali e società finanziarie, e s’accaparra una quota sempre più ragguardevole di materie prime e risorse energetiche per coprire il fabbisogno necessario al proprio processo di sviluppo.

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Pubblicato da cinesespresso

Amante della Cina e di tutto quello che la riguarda dal 2005.