Il progetto idrico più ambizioso della Cina

diga delle tre gole
Foto di Spencer Wing da Pixabay

La gestione delle risorse idriche

Il progetto più notevole in termini di gestione delle risorse idriche cinesi è quello di deviazione dell’acqua da sud a nord. Il piano è in lavorazione da 50 anni e prevede infrastrutture per deviare quasi 45 miliardi di metri cubi di acqua all’anno dal fiume Yangze jiang (il Fiume Azzurro) nel sud al secco nord. La scelta che ha provocato più scalpore è stata quella della costruzione della tanto discussa “Diga delle Tre Gole”, (ne abbiamo parlato molto tempo fa anche in questo articolo). La monumentale opera idrica ha cambiato irreversibilmente il territorio cinese sotto molti punti di vista.

Il suo primo riempimento risale al giugno 2003 e l’avvio della produzione di energia è iniziata nel 2004, anche se la diga è stata completata nel 2006. Questa è un’opera titanica, si tratta infatti della seconda diga più grande al mondo, che coinvolge i due fiumi più grandi ed importanti del paese: lo Yangze jiang (il “Fiume Azzurro”) che con i suoi 5.980 Km è il terzo fiume al mondo per lunghezza ed il sesto per portata, e lo Huang He (Fiume Giallo).

La diga delle tre gole come punto di raccordo

La gestione di questi fiumi è particolarmente complicata: ogni volta che lo Yangze Jiang straripa, le sue acque invadono 5 province, popolate da 300 milioni di persone. Invece il Fiume Giallo, che trasporta ingenti quantità di sedimenti, è estremamente instabile: in 2.500 anni ha mutato 26 volte il suo corso. Negli ultimi 50 anni, lo sfruttamento sotto forma di dighe e altre infrastrutture di irrigazione hanno quasi fermato il corso naturale del Fiume Giallo, minacciando di prosciugare l’intera valle del fiume. Lo Huang He, è stato gestito nel tempo tramite secolari lavori di sbarramento ed è dotato di una diga: Xiaolangdi, uno sbarramento meno controverso di quello sullo Yangze, di 130 km di lunghezza e 30 di larghezza, che ha comportato lo spostamento di 400.000 persone.

Il fiume Giallo in sofferenza

Il riscaldamento globale sta facendo sì che i ghiacciai dell’altopiano del Qinghai e del Tibet – zona nota anche con il nome de “Il terzo polo” – si siano ritirati dell’82%. Questi ghiacciai hanno alimentato il Fiume Azzurro (Yangze) e il fiume Giallo (Huang He) con acqua da disgelo glaciale per migliaia di anni. Ora che più di un quinto del ghiaccio dell’altopiano è scomparsa dal 1950 ad oggi, anche i due fiumi più importanti della Cina ne risentono gravemente. Nel 1997, lo Huang He inferiore non scorreva per 230 giorni all’anno, con un aumento dei giorni di secca del fiume di oltre il 2000% se comparato ai dati del 1988. Inoltre, l’aumento dell’erosione e della sedimentazione, specialmente sull’Altopiano di Loess, ha reso il fiume molto meno navigabile via nave. Per tali difficoltà strutturali, il governo Cinese ha deciso che i trasferimenti di acqua su larga scala fossero la miglior soluzione per risolvere i problemi idrici del paese.

Il progetto di deviazione delle acque dal fiume Azzurro a quello Giallo

Il progetto di trasferimento idrico sud-nord è stato sviluppato principalmente per deviare l’acqua dal fiume Yangze. La diga delle tre gole sullo Yangze ha infatti lo scopo di creare una riserva idrica necessaria per consentire una deviazione delle acque dal bacino di questo fiume verso quelle dello Huang He, che si sta prosciugando, mediante tre canali con un percorso totale di 2.400 Km. Essa costituisce l’indispensabile raccordo tra la troppa acqua a sud e la troppo poca a nord. Il progetto, dal costo di 62 miliardi di dollari, non dovrebbe essere completato prima del 2050. Nel frattempo, la rotta orientale e quella centrale sono state aperte rispettivamente nel 2013 e nel 2014. Le due rotte stanno già trasferendo 20,9 miliardi di metri cubi di acqua ogni anno.

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Pubblicato da cinesespresso

Amante della Cina e di tutto quello che la riguarda dal 2005.

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